I sette dolori di Maria

CARISSIMI,
VISTO CHE ORMAI CI AVVICINIAMO A GRANDI PASSI ALLA SETTIMANA SANTA, VORREI OGGI FARVI RIFLETTERE SUI SETTE DOLORI DI MARIA, QUELLE 7 SPADE TRAFIGGENTI CHE SI VEDONO IN CERTE IMMAGINI COME QUELLA CHE VI INSERISCO:
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20‑5‑44.

 

Dice Maria:

 

«Sabato passato[1] ti ho parlato delle mie allegrezze. Oggi ti parlerò dei miei dolori. Non te li illustrerò. Già te li ho illustrati tutti[2]  meno uno. E te lo illustrerò presto. Ma te li faccio comprendere nel loro significato più grande.

Come ogni allegrezza non fu per me sola, perché questo sarebbe stato egoismo, così ogni dolore non mi fece male per me sola, ma perché, portandovi tutti in me, Madre di tutti i credenti, ho sentito in me tutte le ferite dei vostri spiriti. E se le allegrezze mi fiorirono in rose unicamente quando il fatto si compieva ‑ e della rosa ebbero la corta durata, perché la mano dell’uomo e il fiato di Satana straziarono quella fioritura rendendola nulla per troppi e troppo presto ‑ i dolori furono spine confitte nel cuore dal primo momento e mai più strappate.

Ecco perché anche i miei illustratori non mi raffigurano con sette rose sboccianti dal cuore ma con sette spade, e se vi è chi me lo cinge di rose me lo cinge in maniera che la fascia fiorita è, di suo, tortura, perché gli steli sono pieni di spine.

Sono realmente la mistica Rosa e non ho spine sul mio gambo poiché sono la Piena di Grazia. Ma nel mio cuore sono tutte le spine delle colpe umane che mi privano dei miei figli e che fanno offesa al mio Gesù.

Il primo dolore non fu unicamente per il mio amore di Madre di Dio. Sapevo la mia sorte. Lo sapevo perché non ignoravo il destino del Redentore. Le profezie parlavano del suo grande soffrire. Lo Spirito di Dio congiunto a me mi illuminava anche più che le profezie non dicessero. Perciò dal momento in cui avevo detto: “Ecco l’ancella del Signore” [3], avevo abbracciato il Dolore insieme all’Amore.

Ma quanto dolore sentire e già vedere che gli uomini avrebbero preso il Bene, fattosi Carne, per fame a sé un Male. Nelle derisioni date a Simeone[4] io vidi le innumeri derisioni, le sacrileghe negazioni di un numero incalcolabile di uomini. Gesù era venuto per portare la pace. E gli uomini in suo nome o contro il suo nome avrebbero avuto per Lui e fra loro guerra. Tutti gli scismi, tutte le eresie, tutti gli ateismi, ecco, mi erano là davanti… e come un tappeto di spade mi attendevano per lacerarmi il cuore.

Il secondo dolore, che ti illustrerò a suo tempo, non fu unicamente per i disagi della fuga. Ma esso era intriso dell’amarezza di vedere che la povera potenza umana, tale sinché Dio lo permette, in luogo di fare di sé scudo alla Potenza vera e divenire “grande” facendosi “serva di Dio”, per concupiscenza di potere si faceva assassina e deicida. Assassina degli innocenti. Era già grande peccato. Ma assassina di Dio era peccato senza paragone. E se l’Eterno non lo permise, ciò non impedì che la colpa fosse ugualmente attiva. Perché il desiderio di fare il male e il tentativo di compierlo sono di appena un decimo di grado inferiori alla colpa consumata.

Eppure quanti “grandi” da allora alla fine del tempo avrebbero imitato Erode e calpestato Dio per esser “dèi”. Ecco, io li vedevo questi sciacalli che uccidevano per distruggere Dio, e insieme al Figlio mi stringevo sul cuore tutti i perseguitati per la Fede e ne udivo i gemiti santi commisti alle bestemmie dei prepotenti e, non sapendo maledire, piangevo… La via da Betlem all’Egitto fu segnata dal mio pianto…. (SEGUE NELL’APPOSITO RIQUADRO)

 

 

BUON FINE SETTIMANA E BUONA DOMENICA DELLE PALME.

 

Giovanna

 




[1] 13 maggio, pag. 245.

[2] Soprattutto in dettati appartenenti alla grande opera sul Vangelo.

 

[3] Luca 1, 38.

[4] Derisioni non riportate nel Vangelo (Luca 2, 25‑35) ma che si trovano nell’episodio valtortiano della “Presentazione di Gesù al Tempio”, appartenente al ciclo della “Preparazione” della grande opera sul Vangelo.

[5] Per averlo provato, dal 9 aprile, pag. 226 e seguenti.

 

[6] Matteo 27, 25.

[7] esanime è nostra correzione da esamine

[8] Vedi, ne «I quaderni del 1943», pag. 35  nota 2.

[9] Per esempio, nel dettato del 12‑13 maggio, pag. 242.

 

I sette dolori di Mariaultima modifica: 2011-04-17T23:00:00+02:00da dio_amore
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