II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola
 
PRIMA LETTURA (Is 40,1-5.9-11)
Preparate la via al Signore.
Dal libro del profeta Isaìa

  

 

SECONDA LETTURA (2Pt 3,8-14)
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

 
 

VANGELO (Mc 1,1-8)
Raddrizzate le vie del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».


Carissimi,
negli scritti valtortiani si inizia a parlare del Battista, solo col Battesimo di Gesù al Giordano.
Meditiamo pertanto ancora una volta su questo “provvidenziale” incontro tra Gesù ed il Suo Santo Precursore!

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1Vedo una pianura spopolata di paesi e di vegetazione. Non ci sono campi coltivati, e ben poche e rare sono le piante riunite qua e là a ciuffi, come vegetali famiglie, dove il suolo è nelle profondità meno arso che non sia in genere. Faccia conto che questo terreno arsiccio e incolto sia alla mia destra, avendo io il nord alle spalle, e si prolunghi verso quello che è a sud rispetto a me.
A sinistra invece vedo un fiume di sponde molto basse, che scorre lentamente esso pure da nord a sud. Dal moto lentissimo dell’acqua comprendo che non vi devono essere dislivelli nel suo letto e che questo fiume scorre in una pianura talmente piatta da costituire una depressione. Vi è un moto appena sufficiente a ciò l’acqua non stagni in palude. (L’acqua è poco fonda, tanto che si vede il fondale. Giudico non più di un metro, al massimo un metro e mezzo. Largo come è l’Arno verso S.Miniato-Empoli: direi un venti metri. Ma io non ho occhio esatto nel calcolare). Pure è d’un azzurro lievemente verde verso le sponde, dove per l’umidore del suolo è una fascia di verde folta e rallegrante l’occhio, che rimane stanco dallo squallore petroso e arenoso di quanto gli si stende avanti.
Quella voce intima, che le ho spiegato di udire e che mi indica ciò che devo notare e sapere, mi avverte che io vedo la valle del Giordano. La chiamo valle, perché si dice così per indicare il posto dove scorre un fiume, ma qui è improprio il chiamarla così, perché un valle presuppone dei monti, ed io qui di monti non ne vedo vicini. Ma insomma sono presso il Giordano, e lo spazio desolato che osservo alla mia destra è il deserto di Giuda. Se dire deserto per dire luogo dove non sono case e lavori dell’uomo è giusto, non lo è secondo il concetto che noi abbiamo del deserto. Qui non le arene ondulate del deserto come lo concepiamo noi, ma solo terra nuda, sparsa di pietre e detriti, come sono i terreni alluvionali dopo una piena. In lontananza, delle colline.
Pure, presso il Giordano, vi è una grande pace, un che di speciale, di superiore al comune, come è quello che si nota sulle sponde del Trasimeno. E’ un luogo che pare ricordarsi di voli d’angeli e di voci celesti. Non so dire bene ciò che provo. Ma mi sento in un posto che parla allo spirito.
2Mentre osservo queste cose, vedo che la scena si popola di gente lungo la riva destra (rispetto a me) del Giordano. Vi sono molti uomini vestiti in maniere diverse. Alcuni paiono popolani, altri dei ricchi, non mancano alcuni che paiono farisei per la veste ornata di frange e galloni.
In mezzo ad essi, in piedi su un masso, un uomo che, per quanto è la prima volta che lo vedo, riconosco subito per il Battista. Parla alla folla, e le assicuro che non è una predica dolce. Gesù ha chiamato Giacomo e Giovanni «i figli del tuono». Ma allora come chiamare questo veemente oratore? Giovanni Battista merita il nome di fulmine, valanga, terremoto, tanto è impetuoso e severo nel suo parlare e nel suo gestire.
Parla annunciando il Messia ed esortando a preparare i cuori alla sua venuta estirpando da essi gli ingombri e raddrizzando i pensieri. Ma è un parlare vorticoso e rude. Il Precursore non ha la mano leggera di Gesù sulle piaghe dei cuori. E’ un medico che denuda e fruga e taglia senza pietà.
3Mentre lo ascolto – e non ripeto le parole perché sono quelle riportate dagli evangelisti, ma amplificate in irruenza – vedo avanzarsi lungo una stradicciuola, che è ai bordi della linea erbosa e ombrosa che costeggia il Giordano, il mio Gesù. Questa rustica via, più sentiero che via, sembra disegnato dalle carovane e dalle persone che per anni e secoli l’hanno percorso per giungere ad un punto dove, essendo il fondale del fiume più alto, è facile il guado. Il sentiero continua dall’altro lato del fiume e si perde fra il verde dell’altra sponda.
Gesù è solo. Cammina lentamente, venendo avanti, alle spalle di Giovanni. Si avvicina senza rumore e ascolta intanto la voce tuonante del Penitente del deserto, come se anche Gesù fosse uno dei tanti che venivano a Giovanni per farsi battezzare e per prepararsi ad esser mondi per la venuta del Messia. Nulla distingue Gesù dagli altri. Sembra un popolano nella veste, un signore nel tratto e nella bellezza, ma nessun segno divino lo distingue dalla folla.
Però si direbbe che Giovanni senta una emanazione di spiritualità speciale. Si volge e individua subito la fonte di quell’emanazione. Scende con impeto dal masso che gli faceva da pulpito e va sveltamente verso Gesù, che si è fermato qualche metro lontano dal gruppo appoggiandosi al fusto di un albero.
4Gesù e Giovanni si fissano un momento. Gesù col suo sguardo azzurro tanto dolce. Giovanni col suo occhio severo, nerissimo, pieno di lampi. I due, visti vicino, sono l’antitesi l’uno dell’altro. Alti tutte e due – è l’unica somiglianza – sono diversissimi per tutto il resto. Gesù biondo e dai lunghi capelli ravviati, dal volto d’un bianco avariato, dagli occhi azzurri, dall’abito semplice ma maestoso. Giovanni irsuto, nero di capelli che ricadono lisci sulle spalle, lisci e disuguali in lunghezza, nero nella barba rada che gli copre quasi tutto il volto non impedendo col suo velo di permettere di notare le guance scavate dal digiuno, nero negli occhi febbrili, scuro nella pelle abbronzata dal sole e dalle intemperie e per la folta peluria che lo copre, seminudo nella sua veste di pelo di cammello, tenuta alla vita da una cinghia di pelle e che gli copre il torso scendendo appena sotto i fianchi magri e lasciando scoperte le coste a destra, le coste sulle quali è, unico strato di tessuti, la pelle conciata dall’aria. Sembrano un selvaggio e un angelo visti vicini. (Segue nel riquadro qui a fianco)
 
(da: Maria Valtorta, L’EVANGELO COME MI E’ STATO RIVELATO – VOL. I – CAP. 45 – ed. CEV)
 
La Pace sia con voi.
Giovanna
II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)ultima modifica: 2011-12-02T21:27:14+01:00da dio_amore
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3 pensieri su “II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

  1. la discrezione dell’incontro ,nella sua fisicità , tra Gesù e Giovanni , se non si conoscono i protagonisti , sembra l’incontro e il confronto tra il buono e il cattivo , il bene e il male , Abele e Caino…..e ancora…. tra Gesù e satana .
    Satana era Lucifero ,portatore di Luce…ecco in questo stà la GRANDE differenza : Lucifero era l’espressione dei doni di Dio e doveva essere messaggero ,testimonianza e portatore di Bene ai primi uomini e invece è stata la CAUSA del tutto con dolore e ancora oggi più presente , aggressivo e tentatore .

    Invece Giovanni è stato il vero messaggero dell’Amore e in questo c’è stato una sorta di riscatto dell’angelo prediletto decaduto ….come Gesù e Maria hanno grandemente riscattato adamo ed eva e ci hanno dato non solo la speranza ma la CERTEZZA che il Paradiso c’è ancora e ancora più bello di quando fu creato .

    Maria (Valtorta) è stato uno strumento volontario e cosciente che ha permesso di farci arrivare scene, insegnamenti del tempo di Gesù storico che nei Vangeli sintetici,proprio perchè tali,non potevano trasmettere tutte le descrizioni , sensazioni e portare a riflessioni….come questa che mi è scaturita.

    Questa mattina ho acceso il computer , sono andato sulle mail ricevute , ho letto dell’incontro al Giordano e mi venuto dalla mente e dal cuore questa riflessione instantanea ……c’è qualcuno che leggendola la condivide ? e la può continuare in un filo ideale di Amore ?

    Giovanna, pace e bene a te e a tutti da renzo

  2. Renzo carissimo,
    intanto ti vorrei sentitamente ringraziare per aver condiviso con noi questi tuoi pensieri, decisamente opportuni e validi.
    Vorrei anche ricordare che Gesù e Giovanni non si erano mai visti prima di allora (benché cugini) e che quindi Giovanni non poteva immaginare che quel giovane che veniva a lui in atto di sottomissione e penitenza fosse il Messia. Ma lo capì appena i loro occhi si incrociarono e si amarono… Giovanni capì subito che quel Giovane era Quello che gli aveva cancellato il P.O. quando tanti anni prima, la sua mamma Elisabetta si era incontrata con Maria SS. già incinta di Lui.
    Brani veramente stupendi questi valtortiani, che ci illuminano degli spaccati di vita quotidiana di Gesù e Maria SS. che diversamente non avremmo mai avuto!
    Grazie ancora Renzo e la Pace sia con te.
    Giovanna

    • gentile Giovanna,
      grazie della risposta.

      La speranza che quanto detto , scritto e letto sia uno spunto, un piccolo seme in molte pecorelle a risvegliare o rafforzare in sè istinti e moti d’animo buoni in misura sempre più grande per contrastare il male in questo mondo.

      un caro saluto da renzo

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