La storia del passerotto di Maria SS.

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[…] Gesù passeggia osservando Jabé ((G E’ il più piccolo dei Discepoli di Gesù. Rimasto orfano, sarà raccolto da Gesù e poi dato in adozione a Pietro e Porfirea, che non avevano figli. Sarò poi chiamato Marziam e morirà martire.)) che giuoca allegro con Gio­vanni e con i più giovani. Anche l’Iscariota, passata la sua stiz­za di ieri, è allegro e giuoca. I più anziani osservano e sorridono.
«Cosa dirà tua Madre di questo fanciullo? » chiede Bar­tolomeo.
«Io dico che dirà: ” È molto esile “» dice Tommaso.
«Oh! no! Dirà: ” Povero fanciullo! “» risponde Pietro. «Ti dirà invece: “Sono contenta che tu lo ami” » obbietta Filippo.
«La Madre non ne avrebbe mai dubitato. Ma io credo che non parlerà. Se lo prenderà sul cuore » dice lo Zelote.
«E Tu, Maestro, che dici che dirà? ».
«Farà quello che voi dite. Ma molte cose, tutte anzi, le pen­serà e le dirà nel suo cuore, e nel baciarlo dirà solo: “Che tu sia benedetto! “e lo curerà come fosse un uccellino caduto dal nido.

Un giorno, udite, mi raccontava di quando era una fan­ciullina. Non aveva ancora tre anni perché ancora non era nel Tempio, e il cuore le si frangeva d’amore dando, come fiore e uliva pigiati e franti nel torchio, tutti i suoi oli e i suoi pro­fumi. E in un delirio d’amore diceva alla madre sua che vole­va esser vergine per piacere di più al Salvatore, ma che avrebbe voluto essere peccatrice per potere essere salvata, e quasi pian­geva perché la madre non la capiva e non sapeva dirle come si può fare ad essere la “pura” e la “peccatrice” insieme.

Le dette pace suo padre portandole un piccolo passero che egli aveva salvato mentre pericolava sull’orlo di una fontana. Le fece la parabola dell’uccellino, dicendo che Dio l’aveva salva­ta in anticipo e che perciò Lei lo doveva benedire due volte.
 
E la piccola Vergine di Dio, la grandissima Vergine Maria, esercitò la sua prima maternità spirituale su quel nidiace che Ella rese al volo quando fu forte, ma che non lasciò mai più l’orto di Nazaret, consolando coi suoi voli e coi suoi cinguettii la triste casa e i tristi cuori di Anna e Gioacchino dopo che Maria fu nel Tempio.
Morì poco prima che spirasse Anna… Ave­va finito il suo compito… Mia Madre si era votata alla verginità per l’amore. Ma aveva, essendo creatura perfetta, la ma­ternità nel sangue e nello spirito. Perché la donna è fatta per essere madre, ed è aberrazione quando è sorda a questo senti­mento, che è amore di seconda potenza… »

 (Da: Maria Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, cap. 196, ed. CEV)


QUESTO SPLENDIDO QUADRETTO NON NECESSITA DI COMMENTI… SI SPIEGA DA SE’!

BUONA DOMENICA

La pace sia con voi.
Giovanna

La storia del passerotto di Maria SS.ultima modifica: 2011-09-25T08:02:50+02:00da dio_amore
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