FIOR DI FARINA SI E’ FATTA

Carissimi,
oggi lasciamo che sia Azaria, l’Angelo custode di Maria Valtorta, a parlarci di Maria SS. Ci avviciniamo alla festa di Maria Addolorata e quindi è giusto che capiamo sempre meglio il Suo dolore di Madre che vede l’umanità che sta precipitando volontariamente nel baratro e Lei non riesce a farci capire quanto ci ama:

“Molti hanno risposto, ma è enorme il numero di coloro che non  vogliono sentire né accettare il mio invito.”

Quanto dolore in queste parole!

                                                                                      *****

Azaria  parla:
 
«Vieni, sali, perché più che meditazione questa spiegazione sarà contemplazione e adorazione, e sarà immedesimazione col nostro pensiero angelico che differisce molto dalle usuali spiegazioni del mistero. E vi differisce sin dall’Introito. Ascolta.
Si dice che il fior del frumento e il miele con cui l’Introito richiama alle dolcezze eucaristiche siano detti a ricordo della Manna: il pane piovuto dal cielo, simile a rugiada e a seme di coriandolo e dal sapore di fior di farina con miele, simbolo dell’Eucarestia, dato al popolo ebreo.
Ma io, io, angelo, voglio che tu sappia ciò che noi pensiamo guardando il Figlio e la Madre: il Figlio divenuto Pane, e la Madre, beata, che voi, cibandovi di Lui, di Lei anche vi cibate. Perché, oh! Veramente è così! Perché voi di che vi nutrite, se non del Pane che è il Figlio di Maria, da Lei, Purissima e dolcissima, formato Uomo col meglio di Sé Stessa: col suo sangue vergine, col suo latte di Madre Vergine, col suo amore di Sposa Vergine?
Sì. Dio vi nutre col puro fiore del frumento. L’intatta spiga, nata in terreno eletto, nell’Orto chiuso di Dio, maturata nell’ardore del Sole Dio, si è fatta farina, fior di farina per darvi il Pane Gesù.
Si è fatta fior di farina. Non è un modo di dire! Per vostro amore, per amor degli uomini, si è immolata, si è ridotta in polvere fra le mole dell’ubbidienza e del dolore, Lei, l’Intatta che non le nozze, non il Parto e non la Morte, hanno potuto incidere, violare, o ridurre in polvere come ogni mortale. Solo l’amore. Esso l’ha consegnata alla macina in cui la Corredentrice è divenuta, da spiga, fior di frumento… (segue nel riquadro qui a fianco).

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  Da: Maria Valtorta, Libro di Azaria, cap. 18, ed. CEV

 
Meditiamo bene questi scritti, carissimi fratelli e sorelle, perché verrà il giorno che per noi non potremo più fare nulla e che dovremo solo render conto di quello che abbiamo fatto e che non potremo più cambiare. Facciamo sì il rimorso nel Purgatorio non sia così terribile come lo fu per la mamma di Maria Valtorta…
       
La pace sia con voi.
Giovanna
 
FIOR DI FARINA SI E’ FATTAultima modifica: 2011-09-04T07:40:00+02:00da dio_amore
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