Sabato Santo

Carissimi,

Gesù è morto ed è stato sepolto: ora Maria attende la Resurrezione del Suo Figlio. Solo Lei sa credere in questo fatto che le Scritture non riportano in maniera chiara. Ma Maria si fida del Figlio e delle Sue Parole: “Il terzo giorno risusciterò!” L’attesa però pare infinita. Quando si soffre come Lei soffrì e quando soprattutto Dio si è allontanato da noi e ci ha lasciati soli, allora Satana tenta il tutto per tutto pur di portarci alla disperazione!

Il Sabato Santo scorre lento e punteggiato da vari incontri. Le notizie si susseguono e pian piano si viene a scoprire che cosa ne è stato dei vari discepoli. Pietro però è ancora introvabile. Giovanni ha avuto l’incarico da parte di Maria SS. di cercarlo e di cercare il mantello di Gesù, mantello che Egli non indossava quando era stato catturato…

Da: Maria Valtorta – L’Evangelo come mi è stato rivelato – vol. X – cap. 614 – ed. CEV.

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30 marzo 1945.

 

L’alba viene avanti stenta, a fatica. E l’aurora tarda stranamente, per quanto non ci siano nuvoli in cielo. Ma sembra che gli astri abbiano perso ogni vigore. E come era pallida la notturna luna, così è pallido il sole che appare. Opachi… Han­no forse pianto anche essi, da avere questo aspetto appannato, come lo hanno gli occhi dei buoni che hanno pianto e piangono per la morte del Signore?

Appena Giovanni comprende che le porte sono riaperte, esce, sordo alle suppliche materne. Le donne si asserragliano in casa, ancora più intimorite ora che anche l’apostolo se ne è dato.

Maria, sempre nella sua stanza, con le mani prosciolte nel grembo, guarda fisso fuori dalla finestra, che si apre su un giardino non vastissimo ma abbastanza ampio e tutto pieno di rose in fiore lungo le alte muraglie e le aiuole capricciose. I ciuffi dei gigli, invece, sono ancora senza lo stelo del futuro fiore: folti, belli, ma solo a foglie. Guarda, guarda, ed io credo non veda niente. Ma solo veda ciò che è nel suo povero cervello stanco: l’agonia del Figlio.

Le donne vanno e vengono. Le si accostano, la carezzano, la pregano di prendere un ristoro… e ogni volta, col loro venire, viene un’ondata di un profumo pesante, composto, sbalordente.

Maria ne ha un brivido ogni volta. Ma non ha altro. Non pa­role. Non atti. Niente. É esausta. Attende. É solo un’attesa. É Colei che attende.

Un picchio all’uscio… Le donne corrono ad aprire. Maria si volge sul suo sedile, senza alzarsi, e fissa l’uscio socchiuso.

Entra la Maddalena.

«C’è Mannaen… Vorrebbe essere usato per qualche cosa».

«Mannaen… Fàllo entrare. Fu sempre buono. Ma credevo non fosse lui…».

«Chi credevi, Madre?…».

«Dopo… dopo. Fa’ passare».

Entra Mannaen. Non è pomposo come di solito. Ha una ve­ste comunissima, di un marrone quasi nero, e un mantello uguale. Nessun gioiello e non la spada. Nulla. Sembra un uo­mo benestante ma del popolo. Si curva a salutare, prima con le mani incrociate sul petto, e poi si inginocchia come davanti ad un altare.

«Alzati. E perdona se non rispondo all’inchino. Non pos­so…».

«Non devi. Non lo permetterei. Chi sono lo sai. Perciò ti prego calcolarmi tuo servo. Hai bisogno di me? Vedo che non hai un uomo d’intorno. So da Nicodemo che tutti sono fuggiti. Non c’era nulla da fare. É vero. Ma almeno dargli il conforto di vederci. Io… io l’ho salutato al Sisto. E poi non ho più potuto, perché… Ma è inutile dirlo. Anche questo fu voluto da Satana. Ora sono libero e vengo a mettermi al tuo servizio. Ordina, Donna».

«Vorrei sapere e far sapere a Lazzaro… Le sorelle sono in pena, e mia cognata e l’altra Maria pure. Vorremmo sapere se Lazzaro, Giacomo, Giuda e l’altro Giacomo sono salvi».

«Giuda? L’Iscariota? Ma lo ha tradito!».

«Giuda, figlio del fratello dello sposo mio».

«Ah! vado», e si alza. Ma nel farlo ha un movimento di dolore.

«Ma sei ferito?».

«Uhm… si. Roba da nulla. Un braccio che duole un poco».

«Per causa nostra, forse? Per questo non c’eri lassù?».

«Sì. Per questo. E solo per questo mi dolgo. Non per la feri­ta. Il resto di fariseismo, di ebraismo, di satanismo che era in me, perché satanismo è divenuto il culto d’Israele, è tutto usci­to con quel sangue. Sono come un pargolo che, dopo la recisio­ne del sacro ombelico, non ha più contatti col sangue materno, e le poche stille che ancora restano nel cordone reciso non van­no in lui, strozzate come sono dal laccio di lino. Ma cadono… Inutili ormai. Il neonato vive col suo cuore e il suo sangue. Così io. Fino ad ora ero ancora non formato del tutto. Ora sono giunto al termine, e vengo, e sono stato dato alla Luce. Ieri so­no nato. Mia madre è Gesù di Nazaret. E mi ha partorito quan­do ha dato l’ultimo grido. So… Perché sono fuggito nella casa di Nicodemo questa notte. Solo vorrei vederlo. Oh! quando an­drete al Sepolcro, ditemelo. Verrò… Il suo Volto di Redentore io lo ignoro!».

«Ti guarda, Mannaen. Volgiti».

L’uomo, che era entrato tanto a capo chino e che aveva avu­to poi occhi solo per Maria, si volta quasi spaventato e vede il Sudario. Si getta bocconi, adorando… E piange. Poi si leva. Si inchina a Maria e dice:

«Vado».

«Ma è sabato. Lo sai. Già ci accusano di violare la Legge per sua istigazione».

«Pari siamo, perché essi violano la legge dell’Amore. La pri­ma e più grande. Egli lo diceva. Il Signore ti conforti».

Esce. E le ore passano. Come sono lente per chi attende… Maria si alza e appoggiandosi ai mobili si fa sull’uscio. Cer­ca di traversare il vasto vestibolo d’ingresso. Ma quando non ha più appoggio vacilla come fosse ebbra.  (SEGUE NEL RIQUADRO QUI A FIANCO)

 

 La Pace sia con voi.

Giovanna

Sabato Santoultima modifica: 2011-04-23T06:04:20+02:00da dio_amore
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2 pensieri su “Sabato Santo

  1. NON FAI UN BUON SERVIZIO ALLA PAROLA DI DIO.
    CHE MOTIVO HAI DI STACCARE IL TESTO DELLA RIVELAZIONE SOPRA???
    CHE COSA SIGNIFICA (SEGUE NEL RIQUADRO QUI A FIANCO)???
    TI COSTA FATICA INSERIRE IL TESTO INTERO DEL SABATO SANTO IN QUESTA PAGINA???

  2. Antonio caro,
    il motivo è uno solo, di non rendere troppo lungo un testo che non tutti possono leggere in linea. Prendendolo dal riquadro possono invece scaricarselo direttamente sul PC e leggerselo poi a tempo debito e con calma. Cosa ci trovi di così deplorevole?
    La pace sia con te.
    Giovanna

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