V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

 

PRIMA LETTURA (Is 58,7-10)
La tua luce sorgerà come l’aurora.

Dal libro del profeta Isaìa

  SECONDA LETTURA (1Cor 2,1-5)
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 

  VANGELO (Mt 5,13-16)
Voi siete la luce del mondo.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».


 
Carissimi tutti,
 
il Vangelo della prossima domenica si può ritrovare in due momenti diversi dell’Evangelo valtortiano. Il più noto è riportato nei testi che ci descrivono il giorno avanti la proclamazione delle Beatitudini, l’altro  è durante un trasferimento sul lago di Tiberiade. Gesù (fatte accostare le barche vicino alla riva) tiene, ai Suoi Apostoli, una stupenda catechesi (forse meno conosciuta) riguardo alla loro vocazione e ai loro futuri compiti in seno alla Sua Chiesa.
 
Oggi desidero riportare alla vostra riflessione e meditazione questo secondo momento, che però temporalmente è avvenuto per primo. Infatti Gesù ripeterà questi concetti, già detti agli Apostoli, anche ai Discepoli  (pur se in forma più breve) proprio per prepararli al grande discorso sulle Beatitudini. Discorso che si svilupperà in più giorni sul famoso monte a sella, chiamato appunto delle “Beatitudini”. 
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Come al solito riporterò solo il cuore del discorso invitandovi a leggere l’intero testo  nel riquadro qui a fianco.
Maria Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, vol. II, cap. 98, ed

 

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[…] “Cosa siete voi? Cosa dovete divenire? Voi siete il sale della Terra. Tali dovete divenire: sale della Terra. Con il sale si pre­servano le carni dalla corruzione e con la carne molte altre derrate. Ma potrebbe il sale salare se non fosse salato? Con voi Io voglio salare il mondo per renderlo insaporito di sapor cele­ste. Ma come potete salare se mi perdete voi sapore? Cosa vi fa perdere sapore celeste? Ciò che è umano. L’acqua del mare, del vero mare, non è buona a bere tanto è salata, non è vero? Eppure, se uno prende una coppa di acqua di mare e la getta in un’idria di acqua dolce, ecco che può bere, perché l’ac­qua di mare è tanto diluita che ha perso il suo mordente. L’umanità è come l’acqua dolce che si mescola alla vostra sal­sedine celeste.

 Ancora, se per un supposto si potesse derivare un rio dal mare e immetterlo nell’acqua di questo lago, potre­ste poi voi ritrovare quel filo di acqua salata? No. Si sarebbe perso in tanta acqua dolce.

Così avviene di voi quando immer­gete la vostra missione, meglio: la sommergete, in tanta uma­nità. Siete uomini. Sì. Lo so. Ma, e Io chi sono? Io sono Colui che ha seco ogni forza. E che faccio Io? Io vi comunico questa forza poi che vi ho chiamati. Ma che giova che Io ve la comunichi se voi la disperdete sotto valanghe di senso e di sentimenti uma­ni? Voi siete, dovete essere, la luce del mondo. Vi ho scelti, Io, Luce di Dio, fra gli uomini, per continuare ad illuminare il mondo dopo che Io sarò tornato al Padre. Ma potete voi dare luce se siete lanterne spente o fumose? No, che anzi col vostro fumo – peggio è il fumo ambiguo all’assoluta morte di un lu­cignolo – voi offuschereste quel barlume di luce che ancora possono avere i cuori. Oh! miseri quelli che cercando Dio si ri­volgeranno agli apostoli e in luogo di luce avranno fumo! Scandalo e morte ne avranno. Ma maledizione e castigo ne avranno gli apostoli indegni.

Grande sorte la vostra! Ma anche grande, tremendo impegno! Ricordatevi che colui a cui più è dato, più è tenuto a dare. E a voi il massimo è dato, di istruzione e di dono. Siete istruiti da Me, Verbo di Dio, e ricevete da Dio il dono di essere “i di­scepoli”, ossia i continuatori del Figlio di Dio.

Io vorrei che voi meditaste sempre questa vostra elezione, e ancor vi scrutaste, e ancor vi pesaste… e se uno sente di esser atto ad esser fedele – non voglio neppur dire: se uno non si sente che peccatore e im­penitente; dico solo: se uno si sente atto ad esser solo un fedele – ma non sente in sé nerbo di apostolo, si ritiri. […] (Segue nel riquadro qui a fianco.)

 

 La pace sia con voi.

 Giovanna

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)ultima modifica: 2011-02-04T17:54:00+01:00da dio_amore
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