31/12/2011

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

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Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Bianco
 
 
PRIMA LETTURA (Nm 6, 22-27)
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
Dal libro dei Numeri
 
SECONDA LETTURA (Gal 4,4-7) 
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati 
 
VANGELO (Lc 2,16-21) 
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
 
Carissimi,
 
Il 1 gennaio, la Chiesa festeggia Maria, Madre di Dio e Luca ci presenta l’arrivo e l’adorazione dei pastori, già passato lo scorso anno e che noi  possiamo leggere o ri-leggere nell'apposito riquadro qui a fianco.
Lasciamo allora ANCORA UNA VOLTA SPAZIO alla parola di Gesù, che meglio di tutti ci può spiegare, che cosa vuol dire essere “Madre di Dio”:
 
 
 Dice Gesù:
La Sapienza,dopo averli illuminati (( G I Santi Nonni di Gesù, Gioacchino ed Anna)) coi sogni della notte, scese, Essa, "vapore della virtù di Dio, certa emanazione della gloria dell'Onnipotente", e divenne Parola per la sterile. Colui che ormai vedeva prossimo il suo tempo di redimere, Io, il Cristo, nipote di Anna, quasi cinquant'anni dopo, mediante la Parola , opererò miracoli sulle sterili e le malate, sulle ossesse, sulle desolate, su tutte le miserie della terra. Ma intanto, per la gioia di avere una Madre, ecco che mormoro arcana Parola nell'ombra del Tempio che conteneva le speranze d'Israele, del Tempio ormai al limitare della sua vita, perché nuovo e vero Tempio, non più contenente speranze di un popolo, ma certezza di Paradiso per il popolo di tutta la terra, e per i secoli dei secoli sino alla fine del mondo, sta per essere sulla terra. E questa Parola opera il miracolo di render fecondo ciò che infecondo era (( G S. Anna, anche lei sterile come Elisabetta, avrà la sua beata figlia, Maria in  età matura)). E di darmi una Madre, la quale non ebbe soltanto ottimo naturale, come era sorte lo avesse nascendo da due santi; e, non avendo soltanto un'anima buona come molti ancor l'hanno, non avendo soltanto continuo ac­crescimento di questa bontà per il suo buon volere, non aven­do soltanto un corpo immacolato, ebbe, unica fra le creature, immacolato lo spirito. Tu hai visto la generazione continua delle anime da Dio. Ora pensa quale dovette esser la bellezza di quest'anima che il Padre aveva vagheggiata da prima che il tempo fosse, di quest’anima che costituiva le delizie della Trinità, la quale Trinità ardeva di ornarla dei suoi doni per farne dono a Se stessa. O Tutta Santa, che Dio creò per Sé e poi per salute agli uomini! Portatrice del Salvatore, la prima salvezza tu fosti. Vivente Paradiso, hai col tuo sorriso cominciato a santificare la terra. L'anima creata per esser anima della Madre di Dio! Quando, da un più vivo palpito del Trino Amore, scaturì questa scintilla vitale, ne giubilarono gli angeli, ché luce più viva mai aveva visto il Paradiso. Come petalo di empirea rosa, un petalo immateriale e prezioso che era gemma e fiamma, che era alito di Dio che scendeva ad animare una carne ben diversamente che per le altre, che scendeva tanto potente nel suo fuoco che la Colpa non poté contaminarla, essa valicò gli spazi e si chiuse in un seno santo. La terra aveva, e non lo sapeva ancora, il suo Fiore. Il vero, unico Fiore che fiorisce eterno: giglio e rosa, mammola e gelsomino, elianto e ciclamino insieme fusi, e con essi tutti i fiori della terra in un Fiore solo, Maria, nella quale ogni virtù e grazia si aduna. Nell'aprile la terra di Palestina pareva un enorme giardino, e fragranze e colori davano delizia al cuore degli uomini. Ma ancora ignota era la più bella Rosa. Ella era già fiorente a Dio nel secreto dell'alvo materno, poiché mia Madre amò da quando fu concepita, ma solo quando la vite dà il suo sangue per farne vino, e l'odor dei mosti, zuccherino e forte, empie le aie e le nari, Ella avrebbe sorriso prima a Dio e poi al mondo, dicendo col suo superinnocente sorriso: "Ecco, la Vite che vi darà il Grappolo da esser premuto nello strettoio per divenire Medicina eterna al vostro male, è fra voi”. Ho detto: "Maria amò da quando fu concepita". Cosa è che dà allo spirito luce e conoscenza? La Grazia. Cosa è che leva la Grazia ? Il peccato d'origine e il peccato mortale. Maria, la Senza Macchia , non fu mai priva del ricordo di Dio, della sua vicinanza, del suo amore, della sua luce, della sua sapienza. Ella poté perciò comprendere e amare quando non era che una carne che si condensava intorno ad un'anima immacolata che continuava ad amare. Più avanti ti farò contemplare mentalmente la profondità della verginità in Maria. Ne avrai una vertigine celeste co­me quando ti ho fatto considerare la nostra eternità. Intanto considera come il portare in seno una creatura esente dalla Macchia, che priva di Dio, dia alla madre, che pure l'ha concepita naturalmente, umanamente, una intelligenza superiore e ne faccia un profeta. Il profeta della figlia sua, che ella chiama: "Figlia di Dio". E pensa cosa sarebbe stato se dai Primogenitori innocenti fossero nati innocenti figli, come Dio voleva. Questo, o uomini che dite di avviarvi al "superuomo", e coi vostri vizi vi avviate unicamente al superdemone, sarebbe stato il mezzo per portare al  “superuomo". Saper rimanere senza contaminazione di Satana per lasciare a Dio l'amministrazione della vita, della conoscenza, del bene, non desiderando più di quanto - ed era poco meno che infinito - Dio non vi avesse dato, per poter generare, in una continua evoluzione verso il perfetto, dei figli che fossero uomini nel corpo e figli dell'Intelligenza nello spirito, ossia trionfatori,ossia forti, ossia giganti su Satana, che sarebbe stato atterrato tante migliaia di secoli avanti l'ora in cui lo sarà, e con lui tutto il suo male».(da: Maria Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, Cap. 4, ed. CEV) 
(Segue nel riquadro qui a fianco)

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La Pace sia con voi.


Giovanna

  

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23/12/2011

NATALE DEL SIGNORE - MESSA DELLA NOTTE

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PRIMA LETTURA (Is 9,1-6)
Ci è stato dato un figlio.
Dal libro del profeta Isaìa

Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

 

SECONDA LETTURA (Tt 2,11-14)
È apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Tito

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

 
VANGELO (Lc 2,1-14)
Oggi è nato per voi il Salvatore.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

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Carissimi,
l'invito di oggi (che siamo ormai vicinissimi al S. Natale) è quello di meditare su queste Sante Parole di Gesù che spiegano agli Apostoli l'Immacolato Concepimento di Maria e poi la Sua Incarnazione e nascita e ancora una volta vi prego di prendervi il tempo per farlo con molta attenzione, essendo anche questa visione del piccolo Giovanni, una perla di grande valore!!
 
 Dice Gesù:
 
"...Udite. Essendo venuto il tempo della Grazia, Dio si preparò la sua Vergine. Voi bene potete comprendere come non potesse risie­dere Dio là dove Satana aveva messo un incancellabile segno. Perciò la Potenza operò per fare il suo futuro tabernacolo sen­za macchia((G Prima rivelazione da notare: QUINDI GLI APOSTOLI SAPEVANO CHE MARIA ERA L'IMMACOLATA CONCEZIONE")). E da due giusti, in vecchiezza e contro le regole comuni del procreare, fu concepita Quella su cui non è mac­chia veruna. Chi depose quell'anima nella carne embrionale che rinver­diva il vecchio seno di Anna di Aronne, la nonna mia? Tu, Levi, hai visto l'arcangelo di tutti gli annunzi. Puoi dire: è quello. Perché la "Forza di Dio" fu sempre il vittorioso che portò lo squillo di gioia ai santi e ai Profeti, l'indomabile sul quale la pur grande forza di Satana si spezzò come stelo di museo dis­seccato, l'intelligente che stornò con la buona e lucida intelli­genza le insidie dell'altro intelligente ma malvagio, rendendo con prontezza eseguito il comando di Dio. In un grido di giubilo egli, l'Annunziatore  he già conosceva le vie della Terra per essere sceso a parlare ai Profeti, raccolse dal Fuoco divino la immacolata scintilla che era l'anima della eterna Fanciulla e, serrandola in un cerchio di fiamme angeli­che, quelle del suo spirituale amore, la portò sulla Terra, in una casa, in un seno. E il mondo, da quel momento, ebbe l'Adoratrice; e Dio, da quel momento, poté guardare un punto della Terra senza averne disgusto. E nacque una creaturina: l'Amata di Dio e degli angeli, la Consacrata a Dio, la santa­mente Amata dai parenti. "E Abele dette a Dio le primizie del suo gregge". Oh! che in verità i nonni dell'eterno Abele seppero dare a Dio la primizia del loro bene, tutto il loro bene, morendo per avere dato questo bene a chi lo aveva loro dato (( G L’essersi divisi da Maria Ss. è infatti la causa che anticipa la morte dei due Giusti, Anna e Gioacchino! ))Mia Madre fu la Fanciulla del Tempio dai tre ai quindici anni e affrettò la venuta del Cristo con la forza del suo amare. Vergine avanti il suo concepimento, vergine nelle oscurità d'un seno, vergine nei suoi vagiti, vergine nei suoi primi passi, la Vergine fu di Dio, di Dio solo, e proclamò il suo diritto, supe­riore al decreto della Legge d'Israele, ottenendo dallo sposo a Lei dato da Dio di rimanere inviolata dopo le nozze. Giuseppe di Nazaret era un giusto. Solo a lui poteva essere dato il Giglio di Dio e solo lui lo ebbe. E, angelo nell' anima e nella carne, egli amò come amano gli angeli di Dio. (segue in allegato).

 

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a tutti! 

da Giovanna  


P.S. Per la lettura della visione della nascita di Gesù,  vi rimando al riquadro a destra: La liturgia della domenica -  La nascita di Gesù.

 


 

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17/12/2011

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

 

 

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PRIMA LETTURA (2Sam 7,1-5.8-12.14.16)
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.
Dal secondo libro di Samuèle

 

SECONDA LETTURA (Rm 16,25-27)
Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

 
 
VANGELO (Lc 1,26-38)
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
 
Carissimi tutti,
il Vangelo della IV dom. di Avvento ci riporta ancora una volta l'Annuncio dell'Angelo a Maria.
Visto che questo testo è stato più volte proposto, vi trascrivo al suo posto alcune spiegazioni di Gesù riguardo al fatto che prima dell'Annunciazione Maria conoscesse o meno il singolare privilegio di essere senza la macchia del P.O.

MARIA VALTORTA - I QUADERNETTI . 48.27   (1948?)
 

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L'Annunziata di Firenze


Lo sapeva la Madonna ?

NO. “Ed Essa turbata a queste parole pensava quale specie di saluto fosse quello."  Luca c. 10 v. 29.
“Allora Maria disse all'Angelo: Come avverrà questo, se io non conosco uomo?'' Luca c. 10 v. 34.
 
Se avesse saputo non si sarebbe turbata a quel saluto, né si sarebbe chiesto che voleva dire. Ma semplicemente avrebbe pensato: “E' venuta l'ora del concepimento, nel mio seno, del Verbo per opera di Spirito Santo”
Mentre sa cosi niente che chiede come può accaderle di divenire madre se non conosce uomo. Da questa domanda appare evidente che Maria ignorava di essere la destinata alla divina Maternità, e ignorava come si sarebbe potuto, e da Chi, compiere l'atto che dava carne al Verbo, e in che modo si sarebbe compiuto.
E' vero che, come dice S. Tommaso, l'Annunciazione fu voluta da Dio per avere il libero consenso di Maria. Ma è anche vero che il compito di illuminare Maria lo ebbe l'Angelo. Ella, prima, ignorava.
Quando cantò il “Magnificat'', diversi giorni dopo, sapeva, ma perché le era stato annunciato da Gabriele.
“Fiat'' sì. Perché Ella non ignorava le pagine profetiche sul Cristo e perciò il dolore del Cristo Redentore.

L' 8-9-48 il Maestro SS. fa  riflettere  sulle parole “mio Salvatore'' (Luca c. 10 v. 47) le quali comprovano che Maria ignorava la sua sorte di Immacolata e il suo destino di Madre di Dio.

48.26
8-9.
 
“Contempla le beatitudini nel Magnifïcat (Lc 1,47), e la grande Verità nascosta nella parola “mio Salvatore”'. A quelli che ti fanno obiezione sulla “secondogenita di Dio'' sulla “anima di Maria parte di Dio'' fa considerare queste due cose: - che Maria nacque da coniugio umano e fu  salvata (presalvata o preservata) come tutti gli uomini credenti nel Cristo, in vista dei meriti futuri del Cristo Salvatore.
Se avesse avuta natura divina, come comprendendo male e sempre secondo lettera - perché non sanno leggere con la vita che è spirito - alcuni vogliono capire dalle mie parole esatte, non avrebbe avuto bisogno di essere salvata e perciò Maria, piena ormai di Spirito Santo, non avrebbe chiamato Dio “suo Salvatore”.
II - Ogni anima, essendo “alito, soffio, o spirito di vita'' infuso da Dio alla carne dell'uomo, è parte di Dio. Con più perfezione sarà stata “parte di Dio'' quell'alito, soffio o spirito, che Dio infuse alla carne della futura immacolata Sposa, Madre, Ciborio di Dio e sua Arca.
Ma lasciali fare. Solo le aquile fissano il sole. Solo le api traggono dai fior: il miele. Gli altri non possono figgere lo sguardo nell'infinita Luce che è Verità. E ancora gli altri, dei fiori fanno strame o fieno da ruminazione.
Ma la verità è questa: che l'anima è parte di Dio e che l'anima di Maria era Parte di Dio.
Pure lasciali fare! Chineranno le fronti qui, davanti alla Verità sul suo eccelso Trono, quando per sempre e per un attimo vedranno il Sole che è Verità e saranno “vive aquile'' per l'eternità, o aquile fulminate per l'eternità. Per ora sono pigmei che si credono giganti, notturni uccelli che scambiano il fuoco fatuo della loro scienza per il Sole della mia Sapienza. E sappi però che...
Contempla ancora le beatitudini, le prime, il preludio delle beatitudini del Monte (Mt 5,1-12 ) che sono nel Magnificat (Lc 1,46-55), per chi lo sa leggere. Guarda: Io te le illumino.
La beatitudine della povertà di spirito: Maria non ha avuto gola e non ha avarizia. Non ha desiderato la sua gloria e appena la possiede ne fa parte, sempre parte da allora, a tutta l'umanità. Porta la grazia a Giovanni, la carità alla cugina, il miracolo a Zaccaria. Poi porterà la Grazia nel mondo, la darà agli uomini, sacrificherà il suo amore di Madre e il suo Cuore, tutto, nella vera povertà di spirito. E per questo sarà Regina del Regno dei Cieli. Maria mansuetamente si è offerta, strumento della più grande e dolorosa volontà di Dio: la Redenzione ed è diventata la Madre che tutte le generazioni della Terra chiameranno beata. Ha ereditato la Terra , dopo il Cielo, perché fu mansueta oltre che senza gola e avarizia. Maria professandosi, non solo a parole, serva di Dio, si consacra al pianto e al dolore, ma già il suo spirito esulta in Dio suo Salvatore perché quelli che piangono saranno consolati.
Maria fu famelica e sitibonda di giustizia stando a mani alzate nell'offerta, perché la giustizia trionfasse nel mondo, dai più teneri anni, e Dio l'ha riempita di Sé, Bene Supremo.
Maria si fa serva per misericordia dell'umanità, e la Misericordia si incarna in Lei e da Lei nasce.
Maria ha temuto Dio e perciò fu angelicamente pura, e vide Dio nella sua duplice Natura, lo allattò, curò, amò come nessuno.
Maria, la Pacifica , generò la Pace , pacificamente, nell'equilibrio costante dei giusti, nel dominio perfetto degli innocenti, accolse il supremo onore e il supremo onere dell'esser Madre di Dio e Corredentrice, e Dio tanto ha fatto in Lei di cose potenti che fra tutti i nati da voler d'uomo è la vera e diletta figlia di Dio.
Maria è l'umile e perciò è esaltata sopra ogni creatura.
E' la perseguitata per fedele amore alla causa della giustizia e per questo il Regno di Dio fu in Lei e Lei è in esso.
L'umile donna di Nazaret oltraggiata, calunniata, schernita e sprezzata sin da quelli del suo sangue, così come Lei stessa cantò nel suo giubilo, è colei che glorifica il Signore per la sua infinita potenza, carità, giustizia, la Voce prima del coro dei Santi, venuti al Regno per essere stati poveri di spirito, poveri di mezzi, ma ricchi in virtù, per essere stati mansueti, afflitti, amanti di giustizia, misericordi, puri, pacifici, perseguitati.
In verità ti dico che, come Maria è nata da voler d'uomo e da seno di donna ed è Figlia di Dio, regina del Cielo, così ogni nato d'uomo può col suo volere avere ciò che ebbe Maria: Dio in sé, e il Regno del Padre suo per i secoli dei secoli”.
 
 BUONA MEDITAZIONE!

La pace sia con voi.
Giovanna
 

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10/12/2011

III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) - GAUDETE

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PRIMA LETTURA (Is 61,1-2.10-11)
Gioisco pienamente nel Signore.
Dal libro del profeta Isaìa
 

SECONDA LETTURA (1Ts 5,16-24) 
Spirito, anima e corpo si conservino irreprensibili per la venuta del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési 
 
 
VANGELO (Gv 1,6-8.19-28) 
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». 
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

***********************

Carissimi,
il Vangelo di domenica prossima ci parla nuovamente di Giovanni il Battista, ma questa volta dal punto di vista di Giovanni di Zebedeo.
Giovanni  era stato uno dei primi discepoli del Battista e fu proprio davanti a lui che il Battista disse la famosa frase: “Ecco l’Agnello di Dio”. Frase che Giovanni sentì e riferì poi a Gesù durante il loro primo incontro avvenuto dopo i 40 giorni nel deserto.
Visto che da Maria Valtorta non abbiamo queste conversazioni fra Giovanni Battista e i Giudei, vi riporto questo primo incontro con Giovanni Evangelista, così come lo vede Maria Valtorta.

 Da: Maria Valtorta,  “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, vol. I, cap. 47, ed. CEV.  
  L'incontro con Giovanni e Giacomo. Giovanni di Zebedeo è il puro fra i discepoli. 
25 febbraio 1944.
Vedo Gesù che cammina lungo la striscia verde che co­steggia il Giordano. E' tornato su per giù al posto che ha visto il suo battesimo. Presso il guado che pare fosse molto conosciuto e frequentato per passare all'altra sponda verso la Perea. Ma il luogo, dianzi tanto affollato di gente, ora appare spopolato. Solo qualche viandante, a piedi o a cavallo di asini o cavalli, lo percorre. Gesù pare non accorgersene neppure. Procede per la sua strada risalendo a nord, come assorto nei suoi pensieri. Quando giunge all'altezza del guado incrocia un gruppo di uomini di età diverse, che discutono animatamente fra loro e che poi si separano, parte andando verso sud e parte risalen­do a nord. Fra quelli che si dirigono a nord vedo esservi Gio­vanni e Giacomo. Giovanni vede per primo Gesù e lo indica al fratello e ai compagni. Parlano fra loro per un poco e poi Giovanni si dà a camminare velocemente per raggiungere Gesù. Giacomo lo segue più piano. Gli altri non se ne occupano. Camminano len­tamente, discutendo. Quando Giovanni è presso a Gesù, alle sue spalle, lontano appena un due o tre metri, grida: «Agnello di Dio che levi i peccati del mondo!». Gesù si volge e lo guarda. I due sono a pochi passi l'uno dall'altro. Si osservano. Gesù col suo aspetto serio e indagatore. Giovanni col suo occhio puro e ridente nel bel viso giovani­le che pare di fanciulla. ((G Giovanni era molto giovane e dai lineamenti femminili ed ecco perché è stato possibile a Dan Brown di inventare la favola che la persona seduta vicino a Gesù nell’ultima Cena fosse una donna (la Maddalena addirittura) ! ))  Gli si dànno si e no vent'anni, e sulla gota rosata non vi è altro segno che quello di una peluria bion­da, che pare una velatura d'oro.
«Chi cerchi?» chiede Gesù.
«Te, Maestro».
«Come sai che sono maestro?».
«Me lo ha detto il Battista».
«E allora perché mi chiami Agnello? ».
«Perché ti ho udito indicare così da lui un giorno che Tu passavi, poco più di un mese fa».
 «Che vuoi da Me?».
«Che Tu ci dica le parole di vita eterna e che ci consoli».
«Ma chi sei? ».
«Giovanni di Zebedeo sono, e questo è Giacomo mio fratello. Siamo di Galilea. Pescatori siamo. Ma siamo pure discepo­li di Giovanni. Egli ci diceva parole di vita e noi lo ascoltava­mo, perché vogliamo seguire Dio e con la penitenza meritare il suo perdono, preparando le vie del cuore alla venuta del Mes­sia. Tu lo sei. Giovanni l'ha detto, perché ha visto il segno del­la Colomba posarsi su Te. A noi l'ha detto: "Ecco l'Agnello di Dio". Io ti dico: Agnello di Dio, che togli i peccati del mon­do, dàcci la pace, perché non abbiamo più chi ci guidi e l'ani­ma è turbata ».
«Dove è Giovanni?».
«Erode l'ha preso. In prigione è, a Macheronte.  [...]
(Segue in allegato)

Buon fine settimana.
La pace sia con voi.
Giovanna



 

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07/12/2011

L'IMMACOLATA CONCEZIONE

Carissimi tutti,
oggi vi invito a leggere la prima pagina dell'Evangelo come mi è stato rivelato, di Maria Valtorta, che inizia proprio con la spiegazione del valore della purezza. 
 
"La purezza ha un valore tale che un seno di creatura poté contenere l'Incontenibile, perché pos­sedeva la massima purezza che potesse avere una creatura di Dio." 
 
E' stata proprio questa purezza antevista da DIO nell'anima e nel corpo della Sua Madre SS. a far sì che tutta la Trinità creasse per Lei l'anima più bella fra tutti i creati, un'anima che non potesse essere poi bruttata dal Peccato Originale, perché da Maria avrebbe dovuto nascere il Re dei Re!
 
Quell’umano concepimento, nel quale di regola avrebbe dovuto essere infusa un’anima ormai macchiata dal P.O., rimase invece Immacolato, grazie proprio alla“perfezione data e saputa conservare” da Colei che ben può essere chiamata la “secondogenita” del Padre!
 
 
1. Pensiero d'introduzione.
Dio volle un seno senza macchia.
 
 “Dio mi possedette all'inizio delle sue opere Salomone”, Proverbi cap. 8 v. 22.

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Dice Gesù: «Oggi scrivi questo solo. La purezza ha un valore tale che un seno di creatura poté contenere l'Incontenibile, perché pos­sedeva la massima purezza che potesse avere una creatura di Dio. La SS. Trinità scese con le sue perfezioni, abitò con le sue Tre Persone, chiuse il suo Infinito in piccolo spazio - né si di­minuì per questo, perché l'amore della Vergine e il volere di Dio dilatarono questo spazio sino a renderlo un Cielo - si ma­nifestò con le sue caratteristiche: il Padre, essendo Creatore nuovamente della Creatura co­me al sesto giorno ((G Usando cioè una goccia di sangue del Cuore della Vergine  Maria   – come nell’ultimo giorno creativo aveva usato l’argilla per plasmare il corpo di Adamo – per formare il Corpo embrionale per il Figlio e permettere l’Incarnazione subito dopo il FIAT))  ed avendo una "figlia " vera, degna, a sua perfetta somiglianza ((G Maria infatti non avrebbe mai tradito Dio (al contrario di Eva) neanche con un pensiero rivolto al peccato!)) . 
L'impronta di Dio era stampata in Ma­ria così netta che solo nel Primogenito del Padre le era supe­riore. Maria può essere chiamata la" secondogenita " del Pa­dre perché, per perfezione data e saputa conservare, e per di­gnità di Sposa e Madre di Dio e di Regina del Cielo, viene se­conda dopo il Figlio del Padre e seconda nel suo eterno Pen­siero, che ab aeterno in Lei si compiacqueil Figlio, essendo anche per Lei "il Figlio "e insegnandole, per mistero di grazia, la sua verità Sapienza quando anco­ra non era che un Germe che le cresceva in seno; lo Spirito Santo, apparendo fra gli uomini per una antici­pata Pentecoste, per una prolungata Pentecoste, Amore in" Colei che amò ", Consolazione agli uomini per il frutto del suo seno, Santificazione per la maternità del Santo.
 
Dio, per manifestarsi agli uomini nella forma nuova e completa che inizia l'èra della Redenzione, non scelse a suo trono un astro del cielo, non la reggia di un potente. Non volle neppure le ali degli angeli per base al suo piede. Volle un se­no senza macchia. Anche Eva era stata creata senza macchia. Ma spontanea­mente volle corrompersi. Maria, vissuta in un mondo corrotto - Eva era invece in un mondo puro - non volle ledere il suo candore neppure con un pensiero volto al peccato. Conobbe che il peccato esiste. Ne vide i volti diversi e orribili. Tutti li vide. Anche il più orrendo: il deicidio. Ma li conobbe per espiarli e per essere, in eterno, Colei che ha pietà dei peccatori e prega per la loro redenzione. Questo pensiero sarà introduzione ad altre sante cose che darò per conforto tuo e di molti ». (Da L'Evangelo come mi è stato rIvelato - vol. I - cap. I - ed. CEV)
 

Buona festa dell'Immacolata   
e la Pace sia con voi.
   Giovanna
 



 

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02/12/2011

II DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

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Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola
 
PRIMA LETTURA (Is 40,1-5.9-11)
Preparate la via al Signore.
Dal libro del profeta Isaìa

  

 

SECONDA LETTURA (2Pt 3,8-14)
Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

 
 
VANGELO (Mc 1,1-8)
Raddrizzate le vie del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Carissimi,
negli scritti valtortiani si inizia a parlare del Battista, solo col Battesimo di Gesù al Giordano.
Meditiamo pertanto ancora una volta su questo "provvidenziale" incontro tra Gesù ed il Suo Santo Precursore!

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1Vedo una pianura spopolata di paesi e di vegetazione. Non ci sono campi coltivati, e ben poche e rare sono le piante riunite qua e là a ciuffi, come vegetali famiglie, dove il suolo è nelle profondità meno arso che non sia in genere. Faccia conto che questo terreno arsiccio e incolto sia alla mia destra, avendo io il nord alle spalle, e si prolunghi verso quello che è a sud rispetto a me.
A sinistra invece vedo un fiume di sponde molto basse, che scorre lentamente esso pure da nord a sud. Dal moto lentissimo dell'acqua comprendo che non vi devono essere dislivelli nel suo letto e che questo fiume scorre in una pianura talmente piatta da costituire una depressione. Vi è un moto appena sufficiente a ciò l'acqua non stagni in palude. (L'acqua è poco fonda, tanto che si vede il fondale. Giudico non più di un metro, al massimo un metro e mezzo. Largo come è l'Arno verso S.Miniato-Empoli: direi un venti metri. Ma io non ho occhio esatto nel calcolare). Pure è d'un azzurro lievemente verde verso le sponde, dove per l'umidore del suolo è una fascia di verde folta e rallegrante l'occhio, che rimane stanco dallo squallore petroso e arenoso di quanto gli si stende avanti.
Quella voce intima, che le ho spiegato di udire e che mi indica ciò che devo notare e sapere, mi avverte che io vedo la valle del Giordano. La chiamo valle, perché si dice così per indicare il posto dove scorre un fiume, ma qui è improprio il chiamarla così, perché un valle presuppone dei monti, ed io qui di monti non ne vedo vicini. Ma insomma sono presso il Giordano, e lo spazio desolato che osservo alla mia destra è il deserto di Giuda. Se dire deserto per dire luogo dove non sono case e lavori dell'uomo è giusto, non lo è secondo il concetto che noi abbiamo del deserto. Qui non le arene ondulate del deserto come lo concepiamo noi, ma solo terra nuda, sparsa di pietre e detriti, come sono i terreni alluvionali dopo una piena. In lontananza, delle colline.
Pure, presso il Giordano, vi è una grande pace, un che di speciale, di superiore al comune, come è quello che si nota sulle sponde del Trasimeno. E' un luogo che pare ricordarsi di voli d'angeli e di voci celesti. Non so dire bene ciò che provo. Ma mi sento in un posto che parla allo spirito.
2Mentre osservo queste cose, vedo che la scena si popola di gente lungo la riva destra (rispetto a me) del Giordano. Vi sono molti uomini vestiti in maniere diverse. Alcuni paiono popolani, altri dei ricchi, non mancano alcuni che paiono farisei per la veste ornata di frange e galloni.
In mezzo ad essi, in piedi su un masso, un uomo che, per quanto è la prima volta che lo vedo, riconosco subito per il Battista. Parla alla folla, e le assicuro che non è una predica dolce. Gesù ha chiamato Giacomo e Giovanni «i figli del tuono». Ma allora come chiamare questo veemente oratore? Giovanni Battista merita il nome di fulmine, valanga, terremoto, tanto è impetuoso e severo nel suo parlare e nel suo gestire.
Parla annunciando il Messia ed esortando a preparare i cuori alla sua venuta estirpando da essi gli ingombri e raddrizzando i pensieri. Ma è un parlare vorticoso e rude. Il Precursore non ha la mano leggera di Gesù sulle piaghe dei cuori. E' un medico che denuda e fruga e taglia senza pietà.
3Mentre lo ascolto - e non ripeto le parole perché sono quelle riportate dagli evangelisti, ma amplificate in irruenza - vedo avanzarsi lungo una stradicciuola, che è ai bordi della linea erbosa e ombrosa che costeggia il Giordano, il mio Gesù. Questa rustica via, più sentiero che via, sembra disegnato dalle carovane e dalle persone che per anni e secoli l'hanno percorso per giungere ad un punto dove, essendo il fondale del fiume più alto, è facile il guado. Il sentiero continua dall'altro lato del fiume e si perde fra il verde dell'altra sponda.
Gesù è solo. Cammina lentamente, venendo avanti, alle spalle di Giovanni. Si avvicina senza rumore e ascolta intanto la voce tuonante del Penitente del deserto, come se anche Gesù fosse uno dei tanti che venivano a Giovanni per farsi battezzare e per prepararsi ad esser mondi per la venuta del Messia. Nulla distingue Gesù dagli altri. Sembra un popolano nella veste, un signore nel tratto e nella bellezza, ma nessun segno divino lo distingue dalla folla.
Però si direbbe che Giovanni senta una emanazione di spiritualità speciale. Si volge e individua subito la fonte di quell'emanazione. Scende con impeto dal masso che gli faceva da pulpito e va sveltamente verso Gesù, che si è fermato qualche metro lontano dal gruppo appoggiandosi al fusto di un albero.
4Gesù e Giovanni si fissano un momento. Gesù col suo sguardo azzurro tanto dolce. Giovanni col suo occhio severo, nerissimo, pieno di lampi. I due, visti vicino, sono l'antitesi l'uno dell'altro. Alti tutte e due - è l'unica somiglianza - sono diversissimi per tutto il resto. Gesù biondo e dai lunghi capelli ravviati, dal volto d'un bianco avariato, dagli occhi azzurri, dall'abito semplice ma maestoso. Giovanni irsuto, nero di capelli che ricadono lisci sulle spalle, lisci e disuguali in lunghezza, nero nella barba rada che gli copre quasi tutto il volto non impedendo col suo velo di permettere di notare le guance scavate dal digiuno, nero negli occhi febbrili, scuro nella pelle abbronzata dal sole e dalle intemperie e per la folta peluria che lo copre, seminudo nella sua veste di pelo di cammello, tenuta alla vita da una cinghia di pelle e che gli copre il torso scendendo appena sotto i fianchi magri e lasciando scoperte le coste a destra, le coste sulle quali è, unico strato di tessuti, la pelle conciata dall'aria. Sembrano un selvaggio e un angelo visti vicini. (Segue nel riquadro qui a fianco)
 
(da: Maria Valtorta, L'EVANGELO COME MI E' STATO RIVELATO - VOL. I - CAP. 45 - ed. CEV)
 
La Pace sia con voi.
Giovanna

21:27 Scritto da: dio_amore in Religione | Link permanente | Commenti (3) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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